Io Resto di Michele Aiello dopo due anni dal covid19

Io Resto dopo due anni di pandemia

L’esperienza umana oltre i numeri

L’immagine dei camion dell’esercito che trasportano centinaia di bare resterà per sempre impressa negli occhi di chi ha vissuto questa pandemia. Era il 18 marzo 2020 e il silenzio lasciava spazio all’immedesimazione e a riscoprirsi fragili, umani.

Dopo due anni di pandemia questo silenzio è stato sostituito da numeri, decreti, polemiche e dichiarazioni, perdendo di vista i vissuti e le emozioni nei luoghi in cui tuttora si consuma l’estrema e cruda sintesi della pandemia. Proprio su questo si concentra Io Resto di Michele Aiello e distribuito da Zalab, il film girato dentro lo Spedali Civili di Brescia, per documentare l’universo di emozioni e relazioni nate in quel luogo di cura.

Il cinema per affrontare le questioni del nostro tempo

A due anni da quel 18 marzo sentiamo forte l’esigenza di parlare del film che, con delicatezza, ha saputo raccontare la quotidianità stravolta del personale sanitario nella prima ondata di pandemia, lontano da immagini voyeuristiche o retoriche di eroismo e paura. Lo sguardo osservativo e reale permette da una parte di immedesimarsi ed empatizzare con i pazienti e il personale sanitario, dall’altra permette a infermieri, medici e operatori sanitari di rielaborare il proprio vissuto individualmente e collettivamente.

Per questo motivo abbiamo deciso di distribuire il film solo al cinema e non in una piattaforma online. La distribuzione civile, ovvero la possibilità per ogni cittadino/a di organizzare una proiezione in qualsiasi contesto pubblico, offre l’opportunità di affermare ancora una volta l’importanza del cinema del reale come strumento per affrontare le questioni del nostro tempo.

Un viaggio dietro le quinte del film

Il viaggio di Io Resto è iniziato a settembre 2021 e, in occasione del secondo anniversario della giornata in memoria delle vittime del Covid-19, vi proponiamo la campagna Io Resto dopo due anni di pandemia. Su iorestofilm.it vi raccontiamo la strada percorsa e le persone che abbiamo incontrato in più di 40 città. Abbiamo dato la Parola ai protagonisti, a chi ha visto il film e a chi l’ha prodotto, senza tralasciare i momenti di difficoltà, le emozioni, i riconoscimenti e i racconti di chi ha reso possibile il film; dai protagonisti e produttori fino agli spettatori di Io Resto. Un viaggio per arrivare al prossimo 18 marzo un po’ più consapevoli e, ovviamente, motivati ad andare al cinema!